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Pochi conoscono l’Emoji Day, ma Samsung ha realizzato un’indagine in merito: affetto, felicità ed entusiasmo virtuali per non farsi abbattere dalla pandemia. Al primo posto degli emoji più utilizzati dagli italiani domina il bacio, il più atteso quello dedicato al vaccino. Le donne si confermano high user.

Tra restrizioni e una socialità che nell’ultimo anno ha vissuto alti e bassi, la comunicazione online è diventata fondamentale per raggiungere i propri affetti vicini e lontani. Ma quando le parole non bastano più, a volte c’è bisogno di un piccolo aiuto iconografico.

Samsung Electronics Italia, in occasione dell’Emoji Day ha commissionato a Human Highway, un’indagine dedicata alle preferenze e le abitudini degli italiani nell’utilizzo degli emoji. Due intervistati su tre hanno dichiarato di utilizzarli spesso o sempre.

Secondo la ricerca, risultano essere utilizzati principalmente per cercare di esprimere al meglio le proprie emozioni (secondo il 55,8% degli intervistati), connotando così in maniera più efficace ogni messaggio. Sono altrettanto indispensabili per chiarire il tono del messaggio (34,2%), evitando spiacevoli fraintendimenti, così come per rafforzare il testo scritto (38%).

Ma chi sono i maggiori utilizzatori?

Secondo il campione analizzato, che comprende 996 rispondenti eterogenei per età e genere, le persone che li utilizzano con maggiore frequenza sono le donne di età compresa tra i 35 e i 44 anni. Abitanti nel Nord-Est e nel Sud Italia. Sono dunque loro a guidare le classifiche di utilizzo. Da un confronto con i rispondenti uomini risulta evidente come le donne prediligano quelli più connessi ai sentimenti, come il bacio e il cuore rosso, La controparte maschile sembra apprezzare maggiormente simboli più neutri, tra cui il pollice alzato e l’occhiolino.

Differenze e preferenze che contribuiscono a creare la classifica assoluta degli emoji maggiormente utilizzati per entrambi i generi. Al primo posto domina proprio il bacio , con il 41,4% di preferenze, a cui seguono la risata con le lacrime (40,9%) e il pollice alzato (29,7%).

Nonostante l’anno complesso, è interessante notare come complessivamente le prime undici posizioni della classifica siano occupate esclusivamente da emoji connotati positivamente. Mentre il primo negativo compaia solo alla dodicesima posizione: si tratta dell’emoji che piange, che raccoglie il 5,6% delle preferenze.

Emoji negativi

Solo dando uno sguardo ai mesi più intensi del periodo pandemico si individua una parentesi più particolare. Introduce nelle prime posizioni della classifica alcuni emoji negativi, come due versioni di emoji con le lacrime. Rispettivamente in quarta e decima posizione, (16%) e (10,7%), insieme all’immancabile mascherina in sesta posizione, con il 13,2% di preferenze. Altre novità di questa particolare classifica sono le mani giunte in preghiera. Preferite dalle donne (10,2%, rispetto al 7,5% degli uomini) e le dita incrociate , predilette invece dagli uomini (10%, contro il 9,1% delle donne).

Non mancano tuttavia, anche in questo contesto, emoji legati ad affetto e sentimenti, per esprimere vicinanza ai propri cari. Proprio quando la situazione globale ha infatti imposto un allontanamento fisico, la tecnologia è stata d’aiuto nel rappresentare in maniera visiva e concreta i propri sentimenti. Condividendo non solo affetto e rammarico, ma anche speranza e uno spirito propositivo verso il futuro.

A sottolineare questo spirito sono soprattutto le risposte alla domanda “Quale emoji vorresti?”, che evidenziano la voglia di ripartire degli utenti, anche dai gesti semplici, come può essere un messaggio. Tra le risposte più significative si riscontra, infatti, chi desidera un emoji dedicato al vaccino, per sottolinearne l’importanza con amici e parenti. Uno che esprima chiaramente l’abbraccio, gesto che nel corso della pandemia è particolarmente mancato. Un emoji rappresentante la speranza; e l’immancabile arcobaleno, simbolo della ripartenza dopo la tempesta.